Nonostante il presidente Trump continui a generare rumore sui mercati, due dei principali indici azionari hanno aggiornato i massimi storici nella seduta di lunedì, mentre gli investitori guardano a un martedì particolarmente intenso, con un dato chiave sull’inflazione e l’avvio della stagione degli utili.
Il Dow Jones è salito dello 0,17%, pari a circa 86 punti, chiudendo a 49.590,20, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,16%, attestandosi a 6.977,27, consolidando così i record della scorsa settimana. Anche le small cap hanno partecipato al movimento, con il Russell 2000 in rialzo dello 0,44% e in chiusura su un nuovo massimo storico a 2.635,69.
Il Nasdaq resta ancora distante dal proprio massimo di chiusura, ma ha sovraperformato gli altri indici nella seduta, avanzando dello 0,26%, pari a circa 62 punti, a 23.733,90. Alphabet si è distinta in modo significativo, diventando l’ultima società a superare i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, mentre continua a crescere l’entusiasmo degli investitori per le sue iniziative legate all’intelligenza artificiale.
Nel complesso, l’avvio di settimana è stato solido. Gli acquisti sono tornati a manifestarsi sui ribassi e il mercato ha mostrato una buona capacità di assorbire le notizie. L’oro continua la sua corsa storica, mentre l’attenzione degli operatori si sposta sempre più verso l’imminente stagione degli utili, che partirà dai titoli finanziari. Le premesse sono quelle di un inizio d’anno dinamico.
La seduta si era aperta in territorio negativo dopo la notizia dell’apertura, da parte del Dipartimento di Giustizia, di un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in merito alla sua testimonianza al Senato sulla ristrutturazione degli edifici degli uffici della Fed. Nel fine settimana, Powell ha diffuso una dichiarazione video in cui ha attribuito l’iniziativa a pressioni politiche, avvertendo che tali azioni rischiano di minare l’indipendenza della banca centrale.
Nel frattempo, il presidente Trump ha chiesto di limitare per un anno i tassi delle carte di credito al 10%. Negli ultimi giorni, il Presidente degli Stati Uniti ha avuto un impatto costante sul sentiment di mercato: la scorsa settimana ha proposto di porre fine ai dividendi e ai programmi di riacquisto di azioni proprie per le società della difesa e ha spinto per un divieto ai grandi investitori istituzionali di acquistare abitazioni unifamiliari. Finora, tuttavia, il mercato ha mostrato una notevole resilienza di fronte a questi sviluppi, inclusa la recente cattura di Nicolás Maduro in Venezuela.
Detto questo, l’attenzione degli investitori resta concentrata su eventi con implicazioni più dirette per i mercati. In primo luogo, il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) in uscita domani mattina. Il dato del mese scorso era risultato più debole del previsto, ma molti operatori avevano espresso scetticismo, considerando che l’economia era ancora condizionata dagli effetti del più lungo shutdown governativo della storia. Il nuovo report dovrebbe offrire un quadro più affidabile.
Ancora più rilevante, la stagione degli utili prende ufficialmente il via domani con la pubblicazione dei risultati della più grande banca statunitense, JPMorgan. Il consenso prevede utili per azione pari a 5,01 dollari su ricavi di 45,7 miliardi di dollari, corrispondenti a una crescita annua rispettivamente del 4,2% e del 6,8%. Nel corso della settimana seguiranno anche i conti di Bank of America, Wells Fargo e Citigroup, mentre giovedì sarà il turno di Morgan Stanley e Goldman Sachs.
Il Dow Jones è salito dello 0,17%, pari a circa 86 punti, chiudendo a 49.590,20, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,16%, attestandosi a 6.977,27, consolidando così i record della scorsa settimana. Anche le small cap hanno partecipato al movimento, con il Russell 2000 in rialzo dello 0,44% e in chiusura su un nuovo massimo storico a 2.635,69.
Il Nasdaq resta ancora distante dal proprio massimo di chiusura, ma ha sovraperformato gli altri indici nella seduta, avanzando dello 0,26%, pari a circa 62 punti, a 23.733,90. Alphabet si è distinta in modo significativo, diventando l’ultima società a superare i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, mentre continua a crescere l’entusiasmo degli investitori per le sue iniziative legate all’intelligenza artificiale.
Nel complesso, l’avvio di settimana è stato solido. Gli acquisti sono tornati a manifestarsi sui ribassi e il mercato ha mostrato una buona capacità di assorbire le notizie. L’oro continua la sua corsa storica, mentre l’attenzione degli operatori si sposta sempre più verso l’imminente stagione degli utili, che partirà dai titoli finanziari. Le premesse sono quelle di un inizio d’anno dinamico.
La seduta si era aperta in territorio negativo dopo la notizia dell’apertura, da parte del Dipartimento di Giustizia, di un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in merito alla sua testimonianza al Senato sulla ristrutturazione degli edifici degli uffici della Fed. Nel fine settimana, Powell ha diffuso una dichiarazione video in cui ha attribuito l’iniziativa a pressioni politiche, avvertendo che tali azioni rischiano di minare l’indipendenza della banca centrale.
Nel frattempo, il presidente Trump ha chiesto di limitare per un anno i tassi delle carte di credito al 10%. Negli ultimi giorni, il Presidente degli Stati Uniti ha avuto un impatto costante sul sentiment di mercato: la scorsa settimana ha proposto di porre fine ai dividendi e ai programmi di riacquisto di azioni proprie per le società della difesa e ha spinto per un divieto ai grandi investitori istituzionali di acquistare abitazioni unifamiliari. Finora, tuttavia, il mercato ha mostrato una notevole resilienza di fronte a questi sviluppi, inclusa la recente cattura di Nicolás Maduro in Venezuela.
Detto questo, l’attenzione degli investitori resta concentrata su eventi con implicazioni più dirette per i mercati. In primo luogo, il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) in uscita domani mattina. Il dato del mese scorso era risultato più debole del previsto, ma molti operatori avevano espresso scetticismo, considerando che l’economia era ancora condizionata dagli effetti del più lungo shutdown governativo della storia. Il nuovo report dovrebbe offrire un quadro più affidabile.
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